Una PMI italiana di servizi professionali B2B con founder e un junior sales. In quattro settimane di sprint abbiamo costruito un sistema AI completo: identificazione decisori, outbound 1:1, reply H24 classificate, AI Co-pilot dashboard. Nessun template, nessuna lista comprata.
PMI italiana di servizi professionali B2B. Il founder era anche head of sales, gestiva tutto: prospecting, prima call, proposta, negoziazione, chiusura. Aveva un junior che lo aiutava soprattutto nel follow-up e nell'amministrazione commerciale. Pipeline outbound bloccata da mesi perché nessuno aveva tempo strutturato per fare prospecting nuovo.
Avevano provato due agenzie di lead generation negli ultimi due anni. La prima aveva mandato una lista di mille contatti che si era rivelata vecchia di anni, con il 40% di mail bounce. La seconda aveva configurato sequence con template del tipo "Ciao {{nome}}, abbiamo lavorato con aziende come la tua e potremmo aiutare {{azienda}} a crescere". Tasso risposta sotto il 2%, e il dominio mail principale dell'azienda era stato segnalato come spam.
Il founder aveva anche provato a fare prospecting manuale lui stesso. Trenta minuti al giorno per scrivere mail decenti su LinkedIn. Risultati buoni quando ce la faceva, ma non riusciva a tenere il ritmo: alcune settimane ne mandava 20, altre zero perché era preso da clienti esistenti.
Prima cosa: ICP serio definito insieme. Tredici settori, ruoli specifici, criteri di esclusione netti. Niente liste comprate, niente "tutte le PMI italiane". Solo chi davvero era nel target.
Sistema che identifica decisori nel target ICP definito. Verifica ruolo, azienda, area di responsabilità. Mai contatti generici a info@, mai mail comprate.
Ogni mail scritta da zero per quel destinatario. L'AI legge il sito dell'azienda e il LinkedIn della persona, trova un hook reale, scrive una mail che parla di quella specifica situazione. Mai template, mai variabili sostituite.
Ogni risposta in arrivo classificata in quattro categorie: positivo (interessato), negativo (non interessato), info (chiede informazioni), dubbio (incerto). Per ogni intent una bozza personalizzata pronta da approvare.
Il founder chiede in italiano e riceve la risposta dai dati reali. "Quanti lead positivi questa settimana?" "Quale settore performa meglio in ottobre?" "Chi devo richiamare oggi?". Niente più Excel, niente più report.
Il founder adesso si occupa solo delle call calde messe in calendario direttamente dal sistema quando un lead è davvero interessato. Le prime risposte, le info, le obiezioni standard le gestisce il junior con le bozze del sistema. Il founder ha riacquistato due ore al giorno che prima passava su outbound manuale o gestione delle prime risposte.
Il dato che ci ha colpito di più dopo il primo trimestre: il dominio mail principale dell'azienda è stato escluso completamente dal sistema outbound. Per l'outbound usiamo domini dedicati, configurati con tutta la disciplina di deliverability. Il dominio principale resta pulito, e l'azienda non rischia mai il problema che aveva avuto con l'agenzia precedente.
Mi avevano detto tutti che l'outbound mail era morto. La verità è che era morto il modo in cui lo facevamo: liste comprate e template. Adesso ogni mail che mandiamo è scritta come la scriverei io a quella persona specifica. Le risposte arrivano davvero.
30 minuti, niente pitch. Ti racconto cosa abbiamo costruito per loro, tu mi dici cosa ti serve per la tua PMI.
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