In uno studio medico il telefono non squilla quando fa comodo. Squilla mentre stai visitando, mentre stai refertando, la sera dopo cena, il sabato mattina. Le richieste per cui un sistema del genere è costruito sono tre: prendere un appuntamento, spostarlo, sapere un orario. Cose semplici, che però richiedono qualcuno che risponda.
Quando quel qualcuno non c'è, il paziente non lascia un messaggio e riprova più tardi. Chiama lo studio dopo. È il motivo per cui sempre più studi cercano una segretaria virtuale, e il motivo per cui vale la pena capire bene cosa si sta comprando, perché sotto lo stesso nome ci sono due servizi molto diversi.
Il termine viene usato per due cose che non si somigliano.
La prima è una persona che lavora da remoto per il tuo studio. Risponde al telefono a nome tuo, gestisce l'agenda, richiama i pazienti. Costa a ore o a pacchetto, lavora in fasce orarie concordate, e va formata sul tuo studio come formeresti una dipendente.
La seconda è un sistema di intelligenza artificiale che risponde al posto della segreteria quando la segreteria non c'è. Non ha orari, non va in ferie, e gestisce solo le richieste ripetitive: appuntamenti, orari, indicazioni pratiche. Tutto il resto lo passa a una persona.
Le due strade rispondono a problemi diversi. Se il tuo problema è che non hai nessuno in segreteria, ti serve una persona. Se il tuo problema è che la segreteria c'è ma è sommersa, e fuori orario non risponde nessuno, ti serve un sistema che copra i buchi. Quella che descriviamo qui è la seconda, quella che noi chiamiamo segretaria virtuale AI.
Le richieste che arrivano a uno studio medico sono più ripetitive di quanto sembri. Un sistema ben configurato copre queste:
Quello che invece non deve fare mai è dare risposte di natura clinica. Niente indicazioni su sintomi, niente valutazioni, niente suggerimenti su terapie o farmaci. Su questo la configurazione va vincolata in modo esplicito, e va vincolata prima di andare in funzione, non dopo.
Sono tre cose diverse e vengono spesso confuse.
La segreteria telefonica registra e basta. Il paziente lascia un messaggio, qualcuno lo riascolta ore dopo, e nel frattempo quel paziente ha già chiamato altrove.
Il centralino smista. Quello classico ti fa scegliere da una lista di opzioni. Un centralino virtuale AI invece capisce cosa vuole chi chiama e conclude la richiesta, senza passarla a nessuno se non serve.
La segretaria virtuale lavora soprattutto sui canali scritti e sull'agenda: WhatsApp, messaggi, prenotazioni, promemoria. Negli studi che ricevono sia chiamate sia messaggi le due cose si mettono insieme, così non resta scoperto né il telefono né la chat.
Qui bisogna ragionare per confronto, perché il numero da solo non dice niente.
Una persona in segreteria, assunta, costa allo studio una cifra mensile fissa a cui vanno aggiunti ferie, malattia e sostituzioni. Un servizio di segreteria umana da remoto costa meno, si paga a ore o a pacchetto, e copre le fasce che concordi: fuori da quelle non risponde nessuno.
Un sistema AI ha una logica di costo diversa, in due voci. C'è una configurazione iniziale, che è il lavoro vero: capire come lavora lo studio, quali sono le prestazioni, gli orari, le regole, le parole di allerta, e collegare l'agenda che già usi. Poi c'è un canone mensile, che copre il funzionamento e la manutenzione.
Per darti un ordine di grandezza invece di mandarti a chiedere, queste sono le fasce di partenza che pubblichiamo sulla pagina di CLELIA, il sistema che usiamo come esempio:
Sono cifre di partenza, non preventivi: la configurazione cambia parecchio fra uno studio con una sola agenda e uno con più medici e più sedi, e il numero finale si fa sul tuo caso.
Il confronto sensato non è con zero, è con quello che spendi oggi. Il conto si fa così: quanti pazienti al mese non ti richiamano perché nessuno ha risposto, e quanto vale una prima visita nel tuo studio. Il canone si ripaga se il valore delle visite recuperate lo supera, e il conto lo fai tu con i tuoi prezzi. Un esempio con numeri tondi: se una prima visita nel tuo studio vale 80 euro, la fascia da 229 euro si copre con tre visite recuperate al mese, quella da 749 con dieci. Se la tua visita vale il doppio, ne servono la metà. Se invece il tuo studio riceve poche richieste fuori orario e la segreteria le gestisce già tutte, non ti serve, e te lo diciamo prima.
Questa è la parte che negli studi medici viene prima di tutto il resto, ed è giusto così.
Attenzione a una distinzione che conta: non tutti i dati di un paziente sono uguali. Nome e recapito sono dati personali ordinari, mentre i dati relativi alla salute rientrano nelle categorie particolari dell'articolo 9 del GDPR, che ha regole più severe. In uno studio medico le due cose viaggiano insieme, quindi conviene impostare tutto sul livello più alto. Le cose da chiarire con il fornitore, per iscritto, sono queste:
Su questo abbiamo scritto per esteso in AI e GDPR negli studi italiani. Aggiungiamo solo una cosa: il segreto professionale resta in capo al medico. Un sistema automatico non lo solleva da niente, quindi va configurato in modo che non tocchi mai il merito clinico.
L'errore più comune è pensare che serva cambiare gestionale, numero di telefono o modo di lavorare. Non serve, e se un fornitore te lo chiede è il momento di fare qualche domanda in più.
L'impianto sensato è un livello che si appoggia agli strumenti che già usi. L'agenda resta la tua, il numero resta il tuo, il gestionale resta quello. Sopra ci va il sistema che risponde e prenota.
In pratica il percorso è questo: si parte da una ricognizione di come lo studio lavora davvero, si scrivono le regole, si configura, e poi si lascia il sistema in ascolto per qualche giorno senza che risponda a nessuno, per vedere cosa avrebbe risposto. Solo quando quello che avrebbe detto convince, si accende. Su come organizziamo questa parte trovi il dettaglio in gestione studio medico e nella pagina dedicata agli studi professionali.
Se vuoi vedere com'è fatto un sistema di questo tipo già costruito, CLELIA è l'esempio che usiamo per mostrarlo.
No. Le toglie la parte meccanica, cioè rispondere alle stesse domande, prendere appuntamenti e mandare promemoria, e le lascia il rapporto con il paziente e tutto quello che richiede giudizio. L'obiettivo dichiarato è questo: liberare tempo, non ridurre personale.
Sì, e devono capirlo. Il sistema si presenta per quello che è e non finge di essere una persona. Quando il paziente chiede di parlare con qualcuno, la conversazione passa a una persona dello studio.
No. Il sistema si aggancia agli strumenti che usi già. L'obiettivo è aggiungere una risposta quando la segreteria non c'è, non farti rifare l'organizzazione da capo.
Il sistema non entra nel merito clinico in nessun caso, e non stabilisce se una situazione sia urgente: quella è una valutazione che spetta a te. Riconosce le parole di allerta che avete messo nell'elenco, si ferma, avvisa una persona dello studio e lo dice al paziente. L'elenco si scrive in fase di configurazione e si prova prima di andare in funzione.
Sì, ed è spesso lì che si nota di più. Dove la stessa persona fa visite e segreteria, le richieste fuori orario restano scoperte più facilmente, e sono proprio quelle che il sistema copre.